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mercoledì 18 novembre 2020

Vitamine ed anticorpi

 “Mala tempora currunt, sed peiora parantur” (corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori) recitava il buon Cicerone e, in questo periodo confuso, ricco di ansia e timori, questa frase mi è spesso tornata alla mente.

In questo inverno molto particolare dove avere un raffreddore può significare piombare in un incubo senza fine dato da tamponi, quarantene, cure incerte e lentezze burocratiche condite da un sistema sanitario ormai collassato, entrare in farmacia per chiedere un’aspirina diventa un’esperienza istruttiva e, per certi versi, illuminante.

Lo confesso: ho il raffreddore ! E vi dirò di più, con molta probabilità è un cuginetto molesto dell’ormai tristemente famoso SARS-CoV2 che, contrariamente a quest’ultimo, non risulta così tremendo né con la medesima velocità infettiva. Ma si sa: questa è la stagione di tali sindromi parainfluenzali che hanno da sempre infastidito tutti noi. Il problema è che, attualmente, siamo arrivati ad un regime di terrore e di incertezza che, tra ricerca spasmodica di un untore (come se chi viene infettato da SARS-CoV2 sia felice di esserlo) e il timore del contatto interpersonale (come se tutto il caos estivo di un improbabile “libera tutti”, tra “non ce n’è coviddi” e spritz allegramente vicini senza precauzioni alcune, sia caduto nell’oblio), lo starnutire nel mezzo ad una via implica lo sguardo terrorizzato del passante che, sebbene a distanza di 50 metri, teme per le goccioline “dropplet” che possono colpirlo e, presumibilmente, infettarlo.

Così, armato di coraggio, prendo la mia bicicletta e vado in una farmacia della mia città a comperare la famigerata aspirina.

Appena entrato, la farmacista al di là del banco e ben protetta dal plexiglass come richiesto dalla normativa “anti-CoViD-19”, lancia un sorriso dietro la mascherina fpp2 che a malapena noto. Le chiedo così un’aspirina e lei, girandosi per prendere la scatola, mi chiede se con vitamina C o senza. Beh, data l’opportunità le dico che va bene con la vitamina C.

Ecco, sin qui nulla di che: un cliente, un’aspirina, una farmacista.

Appena mi consegna la scatola, però, inizia una lezione improvvisata di “immunologia applicata”. La signora, sempre con fare molto affabile e cortese, mi dice, con enfasi, che la vitamina C serve a migliorare la reazione immunitaria degli anticorpi (!) e che basta una pasticca al giorno di un integratore che loro hanno, per compensare eventuali carenze. Insiste sul fatto che tale vitamina è importante se non necessaria al funzionamento del sistema immunitario e che gli anticorpi senza di essa non funzionano al meglio.

Ebbene, la vitamina C è un ottimo antiossidante (inattiva i radicali liberi) e un catalizzatore nella sintesi delle catecolamine,  nella biosintesi della carnitina, nel metabolismo dell’istamina, interviene nel metabolismo del ferro, inibisce la formazione delle nitrosamine (cancerogene) ed altro e lo fa con un meccanismo ancora non del tutto noto; con molta probabilità la sua azione avviene tramite l’interconversione reversibile tra acido ascorbico ed acido deidroascorbico, catalizzata dall’enzima ascorbato ossidasi. Ma, ahimé, di un presunto aiuto alle nostre immunoglobuline, alias anticorpi, non v’è traccia alcuna. Almeno, non vi sono studi scientifici, al momento, che hanno comprovato tale azione di rinforzo. Se vogliamo trovare una buona funzione immunitaria legata alla vitamina C è quella per cui la stessa sembra possa incrementare la sintesi di interferone, molecola dalle proprietà antivirali propria della prima linea di difesa del sistema immunitario.

Quindi: assumere vitamina C non fa altro che bene ! Ci mancherebbe ! Grazie alla sua assunzione si può usufruire di un meccanismo di “prevenzione” e, magari, conferire maggior resistenza immunitaria grazie alla produzione di interferone (anche se questa funzione risulta tutt’oggi un po' controversa), ma è ovvio che non impedisce l’infezione virale in sé e nemmeno (sigh !) facilita gli anticorpi nella loro funzione. È una molecola che dev’essere opportunamente introdotta con l’alimentazione ed è fondamentale per i processi vitali (si pensi alla malattia dello scorbuto data dalla sua carenza), ma affermare che esegue un “rinforzo” (boosting) delle difese immunitarie è, direi, parecchio azzardato. In letteratura vi sono diversi lavori sulla vitamina C e sistema immunitario, ma al momento tutto è molto controverso e gran parte delle ipotesi fatte non sono state confermate.

La vitamina C, così come tutta la pletora degli integratori, hanno assunto una visione “new age della terapia” per cui sembra che l’assunzione di una pasticca degli stessi possa spesso sostituire un farmaco oppure fungere da panacea di diversi mali, ma non è così. Capisco anche che oggi ci sia bisogno di “certezze”, sicurezze e possibilità di fuga da una sorta di “nemico invisibile” verso cui è stata dichiarata un’improbabile “guerra”, ma sparare a caso non fa mai bene.

Infine, mi dispiace per i molti portavoce del governo, ma se questa situazione la vogliamo affrontare come una “guerra”, allora abbiamo già perso: il nemico ci sovrasta abbondantemente in numero ed in astuzia bellica. Che sia ora di cambiare approccio ?! 

 


 

 

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