Proviamo a fare un po' di polemica, sperando che sia costruttiva. Prima di iniziare occorre affermare:
Tengo a precisare questo, ed è la mia posizione personale, affinché che ciò che sto per dire non sia frainteso. Il periodo che stiamo vivendo, oltre che paradossale, è veramente ricco di tensioni ed ansie sociali che stanno sfociando in un caos indicibile. Questo virus pandemico, il SARS-CoV2, ha messo a dura prova non solo il fisico ma anche la mente di tutti noi, creando situazioni di disagio psicologico impressionanti.
Il clima generato dai vari mass-media e “social network”, con proclami governativi al limite del terrore, conditi da “opinioni” scientifiche sempre più varie e colorite (espressa da “esperti” che, a quanto sembra, tanto “esperti” nemmeno sono) hanno scatenato una sorta di “caccia all’untore” che vede il nemico nella figura del “runner” solitario che fa jogging oppure nell’incauto avvelenatore che si abbassa la mascherina per fumare una sigaretta. Certo, di sicuro il fumo non fa bene ed è meglio farsi una corsa che aiuta il fisico e la mente, ma il punto cruciale di questa situazione è che il cittadino è stato reso responsabile di una “debacle” del tutto governativa, ossia in una situazione di emergenza biologica globale, i nostri politicanti non hanno saputo affrontare il problema con efficienza.
Indubbiamente questo evento mondiale ha preso alla sprovvista ogni essere umano nel globo ed ha mostrato quanto si possa essere deboli ed inetti, ma se sbagliare è umano, perseverare diviene diabolico. Di fronte ad una limitazione allucinante della libertà individuale e davanti ad uno stato di polizia dove di fronte ad un’autodichiarazione ove, ad esempio, si scrive che usciamo di casa per andare a comprare del cibo per vivere (!), abbiamo rappresentanti della pubblica sicurezza che possono decidere se tale motivazione è giusta o meno (se ho bisogno di passeggiare e prender aria per condizioni psicologiche precarie, perché non posso farlo in sicurezza ?), la retorica di un governo che obbliga ad un Natale reclusi dicendo che tale evento è anche “spirituale” è veramente vomitevole e rappresenta davvero una presa per i fondelli che possono permettersi dopo aver instillato il terrore in tutti noi. Non una parola sulla sanità distrutta da anni ed anni di malgoverno, niente scuse per aver dissipato 5 mesi in sciocchezze (bonus monopattino ed altre idiozie) e non aver rafforzato i distretti medici e gli ospedali stessi, magari assumendo sia infermieri che medici. Chiusura immediata degli esercizi a pelle di leopardo, senza idea di cosa avvenga e andando a chiudere, approssimativamente, laddove si pensi vi sia “motivo di aggregazione” creando ovunque situazioni paradossali.
Si assiste, poi, alla solita promessa per la quale “nessuno verrà lasciato indietro” promettendo aiuti economici a chi è stato chiuso, aiuti che, in realtà, si realizzano in una manciata di spiccioli che quasi di sicuro finiranno di nuovo nelle tasche statali poiché le tasse e le imposte non sono state annullate, ma al massimo verranno “rinviate”.
E via alle sciocchezze ed al paradosso: a Como, il 20 novembre 2020, un senzatetto è stato multato di 400 euro perché trovato in strada durante lo stato di “lockdown” con la seguente motivazione: “non è in grado di motivare lo spostamento dal suo domicilio, residenza o abitazione” come se un senzatetto avesse un domicilio abituale. Ma ancora: a Genova il 19 novembre 2020, in seguito a “segnalazioni” (riflettiamo su questo !) sono state fatte multe alla distribuzione dei pasti della Caritas: alcuni bisognosi sono stati multati perché, in coda in attesa di un pasto caldo, creavano una situazione di “assembramento”. Stiamo lentamente toccando il fondo.
Ancora non abbiamo compreso che questo imbelle caos, che la situazione, che di per sé sarebbe già drammatica, è stata resa tragica grazie all’inedia intellettuale di chi dovrebbe operare della “politica” ma non sa nemmeno cosa sia (forse figli di anni ed anni di “depoliticizzazione” e di ignoranza al potere); è insopportabile che tutto questo sia ribaltato sulle spalle dei cittadini in una forma repressiva che lesiona la Libertà di ognuno di noi. Poco importa se, adesso, lo stato apparrà benevolo nel ritirare ed annullare le multe cui sopra… qui le colpe ci sono e vanno selettivamente individuate perché è stata lesa la dignità di uomo e su questo non si può transigere.
Ma d’altronde, cosa ci aspettavamo ?
Quando un Ministro della Salute pubblica un libro idiota che viene subito ritirato per evitare figure meschine, si può solo pregare perché le decisioni prese abbiano un fondamento di raziocinio.
In una diagnostica caotica, poi, questa incapacità organizzativa pesa all'eccesso, ad esempio:
- Un anziano, ad inizio di settembre, si reca in ospedale per un intervento ortopedico e fa il tampone d’ingresso che risulta negativo. Durante la degenza nella struttura, il poveretto si positivizza ed è in questa condizione da circa due mesi (dopo 7 tamponi effettuati), fortunatamente senza presentare sintomi. Dato che l’ospedale ha bisogno di posti letto, un medico della struttura chiama la casa di riposo di provenienza di questo signore per dirgli di riprenderlo, perché “non più contagioso” pur essendo positivo (?!); ma la struttura si rifiuta di accoglierlo perché “non si sa mai”.
- Una donna dopo aver avuto sintomi influenzali con febbre, su consiglio del medico va a fare il tampone. Viene trovata “debolmente positiva”, senza obbligo di quarantena (?!). Al medico di Medicina del Lavoro, a cui è stato chiesto il significato di questo referto, ha risposto che, praticamente, è da considerarsi come una negatività.
Come può accadere tutto questo ? Cosa significa essere “debolmente positivi” ? Inoltre, posso esser positivo ma “non più contagioso” ?
La faccio breve: il test molecolare, il famoso “tampone molecolare”, si basa su di una tecnica detta RT-PCR (Reverse Transcription - Polimerase Chain Reaction – Reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa) dove singoli filamenti di RNA (campione) vengono trasformati in DNA complementari (cDNA), i quali, con un metodo detto “Real-Time PCR”, vengono amplificati mediante “n” cicli. Tale amplificazione ha una crescita esponenziale e questo indica che ben diverso è il passaggio dal decimo all’undicesimo ciclo rispetto, ad esempio, a quello dal quarantesimo al quarantunesimo perché più si aumenta il numero di cicli e meno affidabile è l’esito. Buona parte dei tamponi oltrepassa i 34-35 cicli (https://www.finddx.org/covid-19/sarscov2-eval-molecular/) ed i “debolmente positivi” sono per lo più quelli risultati tali dopo un numero elevato di cicli. Il prof. Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, si era anche domandato il senso di questa presunta “positività” dopo 38 cicli di PCR vista la quasi nulla capacità di infettare da parte di queste persone (https://www.internazionale.it/notizie/luca-carra/2020/06/23/debolmente-positivi); se intorno ai 35 cicli non si trova alcunché, un principio di onestà diagnostica vorrebbe che l’esito del tampone venisse indicato come negativo. Così non accade e non si capisce il perché visto che l’Istituto Superiore di Sanità indicò a suo tempo il problema: “un test molto sensibile nel rilevare il bersaglio di interesse ha maggiori probabilità di rilevare anche bersagli correlati ma distinti che non sono di interesse”, ossia l’eccessiva sensibilità può far passare per SARS-CoV2 qualcosa che gli è vicino, ma non lo è (https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporti+ISS+COVID-19+46_2020.pdf/f7ecd139-1bae-7d11-22e7-094fbd41ec44?t=1592222248380).
Se in questo magma di caos diagnostico, mettiamo anche alcuni
dubbi sul futuro vaccino ad RNA, la frittata è servita.
Pochi giorni fa, Andrea Crisanti (per cui non nutro particolare simpatia, ahimé) microbiologo all’Università di Padova, ha espresso un dubbio che nasce da una riflessione di “buon senso”, ossia che il vaccino anti-CoViD-19 possa esser distribuito solo quando si hanno i dati relativi alla sua sicurezza ed efficacia che devono esser resi noti sia alla comunità scientifica che alle autorità (https://www.corriere.it/esteri/20_novembre_23/crisanti-sul-vaccino-covid-ho-espresso-concetto-buon-senso-70451562-2cfa-11eb-a006-0b5f9624cb77.shtml). Questo, in verità, è un vaccino “particolare” perché “a vettore virale” ossia, in questo caso, saranno vaccini ad RNA che funzionano introducendo una sequenza di mRNA (RNA messaggero), la molecola che dice alle cellule cosa costruire e che è definita per un antigene specifico della malattia. La produzione dell’antigene avviene quindi all’interno del corpo e non è iniettato dall’esterno come nei tradizionali vaccini. Conosciamo già questi vaccini: sono stati sperimentati contro il virus Zika o contro il cancro e sono soluzioni di “belle speranze” nei confronti di un patogeno altamente mutageno come può esser questo coronavirus. Il problema è che non hanno avuto una riuscita ottimale, provocando sindromi infiammatorie e autoimmuni (https://www.phgfoundation.org/briefing/rna-vaccines) ed i dubbi di Crisanti sono più che giustificati: in così poco tempo, come hanno fatto a creare un vaccino del genere e renderlo efficace e sicuro ?
In una articolo uscito sulla prestigiosa rivista Nature si legge, a proposito di questa tipologia i vaccini, che: “I potenziali problemi di sicurezza che potrebbero essere valutati in futuri studi preclinici e clinici includono l’infiammazione locale e sistemica, la biodistribuzione e la persistenza dell’immunogeno espresso (cioè della sostanza capace di stimolare le reazioni immunitarie), la stimolazione di anticorpi auto-reattivi (auto-immunità) e potenziali effetti tossici di eventuali nucleotidi non nativi (ciò che non è facente parte dell’organismo e che è stato iniettato dall’esterno) e dei componenti del sistema di rilascio (gli eccipienti della fiala del vaccino). Una possibile preoccupazione potrebbe essere che alcune piattaforme vaccinali basate su mRNA inducano potenti risposte all’interferone di tipo I, che sono state associate non solo all’infiammazione ma anche potenzialmente all’autoimmunità. Pertanto, l’identificazione di individui a maggior rischio di reazioni autoimmuni prima della vaccinazione con mRNA può consentire l’adozione di precauzioni ragionevoli.” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5906799/)
Così, invece di tener di conto il parere di uno scienziato (ascoltato precedentemente in ogni sua esternazione), lo stesso è stato mediaticamente massacrato dagli stessi suoi colleghi, vittima dell’ortodossia scientifica di cui egli stesso fa parte. Beninteso: mi auguro che le varie multinazionali abbiano fatto il miracolo non solo nell’aumentare il peso specifico delle loro azioni nel mercato finanziario, ma anche di aver creato una struttura vaccinale efficiente e sicura il più possibile. Ma perché massacrare il povero Crisanti in questo modo ? Benché, lo ripeto, non nutra simpatia per questo microbiologo, la sua risposta al linciaggio mediatico-scientifico è ineccepibile: “I custodi della ortodossia scientifica non ammettono esitazioni o tentennamenti, reclamano un atto di fede a coloro che non hanno accesso a informazioni privilegiate «il vaccino funzionerà», tuonano indignati. Io sono il primo ad augurarmelo, mi permetto tuttavia di obiettare che il vaccino non è un oggetto sacro. Lasciamo la fede alla religione e il dubbio ed il confronto alla scienza che ne sono lo stimolo e la garanzia”. Solo gli stolti non accettano il dubbio che nasce dal buon senso... e non è Scienza !
Come vediamo la situazione non è affatto chiara e nemmeno riveste un barlume di logica, ma d’altronde che vogliamo farci ? Ci penserà il nostro Ministro della Salute a dirci “Perché guariremo”…

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