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mercoledì 11 marzo 2020

Di emergenza in emergenza...


Prima di iniziare a scrivere l’articolo devo fare una premessa importantissima:
 
1.  Dobbiamo assolutamente rispettare quanto previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in riferimento a questa situazione d’emergenza;

2. Non cedere assolutamente ad un panico assurdo;

3. Assumere comportamenti responsabili ed etici (riscoprendo così la Responsabilità e l’Etica).


In questo periodo convulso e complesso, la sanità italiana si trova a fronteggiare un’epidemia virale difficile e con alto tasso di infettività ed i medici, infermieri e quanti altri lavorano nel settore hanno il nostro rispetto e la nostra ammirazione per la propria abnegazione, capacità e forza interiore nell’affrontare questo “uragano” sia biologico che sociale.
Quello che tutti costoro si sono trovati ad affrontare, però, è ben più grande del rischio biologico e si assomma ad esso: il dissesto strutturale ed organizzativo del sistema sanitario.
Occorre, però, esser sinceri, senza ipocrisie ed ammettere che questa situazione infame è figlia di circa venti anni di scelte idiote dove si sono “tagliate” risorse ad un sistema fondamentale per il popolo, sbandierando l’efficienza dei vari amministratori che hanno “fatto risparmiare” un settore ridotto ad “azienda”. Ospedali con posti letti ridotti, personale ridotto a livelli intollerabili, farmaci e ausili praticamente scomparsi nelle strutture di cura e primo soccorso: tutto questo per la logica di un’ottimizzazione e di risparmio.
Cosa ha comportato ? Ospedali quotidianamente in crisi con nervosismo sia tra pazienti che tra operatori sanitari, caos nella diagnostica (mi è accaduto personalmente: la cartella clinica consegnata a mia madre, nel reparto di Osservazione Breve Intensiva, era di una signora degente nel letto di fronte), incapacità di trattare i pazienti come dovuto dato che il personale non riesce nemmeno a compilare la dovuta burocrazia e tanto altro. E questo prima dell’evento CoViD-19.
Nonostante questi enormi disagi, frutto di un sistema largamente capitalista che premia i pochi sacrificando tutto il resto, nessuno (e ribadisco: nessuno) ha alzato la voce.
Adesso, con questa maledetta emergenza, siamo al collasso ospedaliero, un crollo che era largamente prevedibile dato che tutto già funzionava male.
La nostra sanità è pubblica ed è, od almeno dovrebbe essere, un fiore all’occhiello nel panorama internazionale e garantisce la salute del popolo italiano: un simile impoverimento è delinquenziale ed è, oserei dire, quasi intenzionale.
Pensateci bene, versiamo fondi al sistema (basta prendere una qualsiasi busta paga per notarlo) e se dobbiamo fare un’analisi medica (tanto più se urgente) è meglio rivolgerci al privato: sicuramente più “veloce” e, spesso, con prezzo simile (se non minore). È una vergogna assoluta !
Ma nessuno ha mai sollevato il problema, ma come un gregge impoverito sia dentro che fuori, abbiamo seguito un pastore folle che ci conduceva verso il baratro.
Certo: il potere delle multinazionali, la carenza economica che lo stato italiano si trova ad affrontare (chiediamoci quasi ingenuamente: creata da chi ?), l’impossibilità di meritocrazia e tanto altro sono elementi che pesano sulla sanità italiana, ma quello che più ha danneggiato è stata l’apatia da parte di tutti noi.
In molti, quando faccio questo ragionamento, mi ribattono che le altre nazioni, se non il mondo tutto, stanno in condizioni anche peggiori, una sorta di ragionamento per cui “la mia casa sta bruciando, ma guarda quella del vicino che è già in cenere”, tipico della mentalità italiana. Una forma mentale che, per passi successivi, spinge l’uomo a guardare solo al proprio orticello divenendo solo un bieco opportunista: in questo senso nessuno farà mai niente, sperando nelle “conoscenze personali” oppure nella furbizia che ha sempre contraddistinto lo stolto dalla persona onesta ed intelligente.
Certo, in un paese che premia il primo e biasima il secondo, c’è da pensare che, complice l’educazione civica assente, in molti si adeguino alla situazione, ma questo è il momento di invertire la marcia perché, altrimenti, dopo il maledetto CoViD-19 non avremo una politica migliore od un popolo con maggior responsabilità etica, ma solo il solito maledetto caos, peggiorato dall’inefficienza che portiamo avanti da anni.
Possiamo pensare che la struttura ospedaliera sia inadeguata anche perché i tagli dei posti letto e di quant’altro (personale incluso) hanno reso un ospedale che, ad esempio, dovrebbe “sostenere” la popolazione di una città di più di 80mila abitanti al pari di un poliambulatorio di campagna (ovviamente esagerando la metafora) ? Possiamo dire che la fuga dei medici verso il “privato” (data la condizione assurda che si vive in certe strutture o per, ahimè, "ambizioni personali") senza assunzione di nuovo personale ha reso questa emergenza un caos totale ? Si può ammettere che vi siano stati amministratori incapaci ed incompetenti e che ora ne paghiamo le conseguenze ? Infine, riusciamo a pensare che molti dei soldi investiti nella sanità italiana siano stati fuorviati dall’intento del migliorare la condizione di salute di un popolo ?
Ed erano soldi nostri…
Se il CoVid-19 ha un merito, in questo caso, è quello di aver esaltato l’inefficienza che in tutti questi anni siamo stati capaci di creare…



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