Vi sono armi ben più pericolose delle bombe che noi tutti conosciamo e si chiamano “armi di distrazione di massa”; questi strumenti bellicosi sono molto raffinati e ben più intelligenti degli ordigni esplosivi definiti “di precisione”.
Sono vere e proprie esplosioni che rendono inefficiente (ed in alcuni casi totalmente annichilito) il pensiero umano; indebolisce, cioè, il procedimento logico che impedisce l’irretimento delle menti e previene l’istupidimento umano.
Così, mentre i mass media ci propinano sciocchezze degne del famoso film “Idiocracy” che bloccano il nostro flusso razionale nel valutare se sia più o meno giusto che le ragazze indossino calzoncini eccessivamente corti o che un imbecille dichiari che la pizza sia cibo gourmet, eventi allucinanti minano il nostro futuro, rendendoci sempre più poveri (non solo economicamente) e schiavi di un sistema che, degno della più cupa novella Orwelliana, riduce tutti noi ad una informe massa pseudo-pensante.
Il fenomeno “social media” ha contribuito in questo tanto che il padre fondatore di una nota piattaforma ha dichiarato una perdita trimestrale notevole (milioni di dollari) perché ciò che viene proposto è “annoiante”. La soluzione proposta dall’imprenditore è quella di avvicinarsi ad altre proposte “social” che utilizzano esclusivamente video e non la condivisione di scritti od altro.
Certo, i video sono meno impegnativi: possiamo vedere una bella ragazza che sculetta semi-nuda ballando sulle note di un imprecisato rapper oppure una serie di gattini che eseguono compiti strabilianti degni del migliore acrobata, senza utilizzare la materia grigia per comprendere delle parole scritte o per cercare di tradurre cosa viene proposto. Così si assiste ad individui che, degni di un film di Mel Brooks, piantano il loro viso davanti allo schermo dello smartphone con un sorriso ebete ed espressioni del tutto idiote che rendono evidente la débâcle di questo secolo.
Così, mentre la guerra in Ucraina ha sfornato esperti di politica internazionale ed il CoViD-19 aitanti virologi ed immunologi, presto avremo improvvisati chirurghi che criticheranno l’intervento ortopedico in base alla visione di video su youtube.
So che tutto questo può apparire altamente distopico, ma esistono già esempi notevoli: vi sono individui che si rivolgono ad un terapista della riabilitazione (o chi per esso) autodefinendosi esperti della riabilitazione stessa poiché hanno già subito un intervento chirurgico similare e, pertanto, avendo già eseguito rieducazione (ed essendosi “informati” su internet), sono “pratici” e preparati. Abbiamo quindi sedicenti cardiochirurghi perché hanno sopportato un intervento al cuore e nefrologi perché operati ad un rene ?
Il tempo di lettura (e quindi di attenzione) di un articolo su internet mediamente risulta di 30 secondi ed in questo misero tempo la nostra mente si autoconvince che ha perfettamente compreso ciò che viene letto, senza considerare né le fonti, né la preparazione personale rispetto l’argomento che risulta spesso insufficiente se non inesistente.
In questo panorama operano molti organi di informazione, tesi a dare in pasto “notiziole” irrilevanti e spesso dal contenuto deprimente. Certo, di fronte ad una massa di porci si devono dar ghiande se si vuole “guadagnare”, ma questo modo di operare è un boomerang a tutti gli effetti poiché l’appiattire sempre comporta il banalizzare qualsiasi tensione verso l’alto ed impedisce il corretto e civile sviluppo di una società.
Se questo, da una parte, fa comodo ad una classe di politicanti ignorante e becera (forse espressione del momento storico) che si permette di proclamare imbecillità e comportarsi come dei cretini, ignorando sia la storia che il progresso del paese, dall’altra ci rende tutti vittime di ciò che Pasolini definiva “l’edonismo del potere consumistico” dove i meriti ed i talenti valgono meno di una lattina di RedBull poiché nulla esiste al di fuori di tale potere e tutti siamo dentro il “capitale” in ogni sua accezione.
Nel 1974 sempre Paolini scriveva: “Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli ha inconsciamente ricevuto, e a cui “deve” obbedire, a patto di sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza” ed è una frase straordinariamente e paurosamente attuale. Di fatto il potere non può varcare il limite dove l’esistenza è già di per sé determinata e non governabile dato che il potere stesso non può prendersi tutto. Il “potere” (se così possiamo definirlo) deve partire da un terreno comune, di tutti, e non una terra di nessuno.
Certo, non possiamo impiegare la vita a “resistere” come lo stesso Pasolini lascia intuire, ma di certo non possiamo cedere ad una via imbelle così deleteria ed è dovere fermarsi per riflettere e ripristinare il valore umano, perso nei meandri dei “video social” e degli urlatori seriali che, non possedendo alcun profilo culturale, impongono una finta e povera politica nel tentativo di mantenere previlegi e non servire ad un popolo che dovrebbero rappresentare.

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