Si chiama CoViD-19 e sta per CoronaVirusDisease
2019, ossia malattia da coronavirus scoperta nel 2019 ed il patogeno che
scatena questa patologia è, appunto, un virus della famiglia coronaviridae.
I Coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori a filamento
singolo di RNA; possiedono un diametro di circa 80-160 nm (1 nanometro è un
milionesimo di millimetro) e il loro genoma è tra i più lunghi dei virus a RNA
(conta circa 30.000 basi azotate).
Il nome “coronavirus” deriva dal loro aspetto al microscopio elettronico,
dove le proteine a forma bulbosa poste sulla loro superficie esterna creano
un’immagine di corona. Queste proteine sono proprio quelle che permettono al
virus di attaccarsi alla membrana cellulare delle cellule che poi infetteranno.
Il virus poi penetra all’interno della cellula obbligandola a codificare il suo
RNA, le proteine dell’involucro esterno e quindi il virus intero che poi uscirà
dalla cellula per infettare altre cellule e così via.
I comuni Coronavirus sono responsabili di patologie in mammiferi e uccelli,
nei quali provocano diarrea (mucche e maiali) o malattie delle vie respiratorie
(polli).
Nell’uomo, i comuni Coronavirus provocano infezioni
respiratorie spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in
qualche caso possono causare polmoniti virali non gravi (i normali
Coronavirus sono responsabili di circa il 20% di tutte le polmoniti virali), ma
raramente possono causare anche una Sindrome Respiratoria Acuta
Grave (SARS).
Come è accaduto con altri virus, anche alcuni Coronavirus specifici degli
animali, e che normalmente non infettano la nostra specie, possono fare un “salto
di specie” e passare all’uomo causando allora polmoniti molto gravi e
occasionalmente potenzialmente letali.
Come riporta il sito del Ministero della Salute: “La
comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo
nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato “spill over”
o “salto di specie”) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine
del nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Al momento la comunità scientifica sta
cercando di identificare la fonte dell’infezione”.
In questo caso, la gravità della patologia dipende dal fatto che, se il
virus è nuovo, il nostro sistema immunitario non lo conosce perché
non è mai venuto a contatto con lui, non sa difendersi e subisce l’attacco
che diventa particolarmente violento e pericoloso nei soggetti
immunologicamente deboli o immunodepressi, specie gli anziani portatori di
patologie croniche importanti o altri soggetti particolarmente deboli a livello
immunitario, cardiopolmonare, renale o metabolico.
Oggi conosciamo 7 Coronavirus umani. I primi 4 dell’elenco seguente
sono molto comuni (sono detti anche “virus del raffreddore”) e sono stati
identificati negli anni ’60, mentre gli ultimi 3 sono stati identificati in
questi ultimissimi anni:
- Human Coronavirus 229E (Coronavirus alpha).
- Human Coronavirus NL63 (Coronavirus alpha).
- Human Coronavirus OC43 (Coronavirus beta).
- Human Coronavirus HKU1 (Coronavirus beta).
- SARS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Severe Acute Respiratory Syndrome del 2002, epidemia partita dalla Cina che ha infettato circa 8.100 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 9,5%)
- MERS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Middle East Respiratory Syndrome del 2012, epidemia partita dall’Arabia Saudita che ha infettato circa 2.500 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 35%).
- CoViD-19 (nuovo Coronavirus della fine del 2019 che sta causando una sindrome respiratoria acuta grave che in alcuni casi può portare a morte; l’epidemia/pandemia è partita da Wuhan, una città della Cina, dove ha infettato più di 100.000 persone causando una mortalità stimata finora del 3%).
Al momento il CoViD-19 ha dimostrato una carica
virale (ossia il “potenziale di trasmissione”) piuttosto elevata ed ha una
forte incidenza sulla mortalità a carico di individui già affetti da altre
patologie croniche e non (oncologici, persone anziane con problemi cardiaci o
circolatori, problemi renali, etc…); tale virus sembra abbia compiuto un salto
inter-specie da pipistrello ad uomo passando da una altro ospite al momento
sconosciuto e, per tale motivo, ha accumulato “mutazioni” preoccupanti.
Il reale e concreto rischio dipende dalle condizioni del sistema
immunitario:
1- Potenzialmente, a rischio possiamo essere tutti, perché
ognuno di noi potrebbe trovarsi “momentaneamente” in una condizione di rischio
“temporaneo” a causa di alcuni fattori squilibranti e indebolenti il sistema
immunitario.
2- Il 14-15% delle persone infettate, però, a causa di deboli
condizioni immunitarie, può trovarsi in una situazione immunologicamente così
debole da sviluppare una patologia grave che richiede il pronto ricovero
ospedaliero in condizioni di isolamento. Effettivamente, l’infezione da
Coronavirus viene generalmente aggravata dalla presenza di alcuni fattori tra i
quali ricordo (come prima accennato):
- patologie immunitarie croniche gravi: immunodeficienze o squilibri immunitari di vario tipo come quelli che si esprimono con infezioni ricorrenti, infezioni da HIV, ecc.;
- patologie polmonari croniche gravi: asma bronchiale, bronchite cronica, bronchiectasie, infezioni respiratorie, insufficienze respiratorie, ecc.;
- patologie cardiovascolari croniche gravi: coronaropatia ischemica avanzata, fibrillazione atriale, miocardiopatia dilatativa, scompenso cardiaco, ecc.;
- patologie metaboliche croniche gravi: diabete mellito scompensato, pancreatite cronica, malassorbimento intestinale, obesità grave, magrezza eccessiva, ecc.;
- patologie renali croniche gravi: insufficienza renale scompensata, ecc.;
- patologie neurologiche croniche gravi, specie quelle associate a miopatia con insufficienza respiratoria, ecc.;
- patologie oncologiche avanzate, con interessamento di organi e centri vitali, ecc.;
- trattamenti immunosoppressivi acuti o cronici (corticosteroidi, immunosoppressori non steroidei, chemioterapia oncologica, interventi chirurgici importanti in anestesia generale, ecc.).
3- Circa il 3% delle persone
infettate, a causa delle loro precarie condizioni immunitarie, può
entrare in uno stato molto critico e una parte di queste persone può
addirittura andare incontro alla morte per cedimento multi-organo nonostante i
potenti ausili terapeutici oggi disponibili in Terapia Intensiva.
Queste, brevemente ed in modo divulgativo, sono le
caratteristiche dell’epidemia che ci sta coinvolgendo tutti e che sta
ovviamente cambiando le nostre vite.
Allo stato attuale l’Italia conta 7375 persone infette
con 366 decessi, riportando un tasso di mortalità di 4.96 % (dati ricavati alle
ore 10.35 del giorno 09/03/2020 da “Johns Hopkins CSSE”, mappa del
contagio aggiornata in tempo reale dalla “Johns Hopkins
University” consultabile a questo indirizzo web: https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6).
Attualmente la Cina, luogo dell’infezione primaria, vede
80735 persone infette con 3119 decessi con un tasso di mortalità del 3.86 %.
Questi i freddi dati a cui, però, non dobbiamo
assolutamente far subentrare il panico ed adottare un comportamento corretto sia
adottando le norme igieniche proposte dal nostro sistema sanitario (peraltro
praticamente identiche alla gestione dell’epidemia influenzale passata), sia rispettando
le direttive del decreto governativo emesso in materia di contenimento e della
quarantena (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg).
Risulta pertanto altamente pericoloso (e,
permettetemi, idiota) violare le aree definite “rosse” per fuggire in altri
luoghi al momento non dichiarati tali, con il rischio di esser veicoli dell’infezione
e mettere a rischio la vita di altri. Per tale motivo è veramente sconfortante
vedere scene di fuga dalla stazione ferroviaria di Milano senza nemmeno pensare
a quello che si sta facendo e senza avere il minimo scrupolo: è questa l’immagine
di un popolo privo di senso etico e di rispetto.
È stato anche assurdo, a mio modesto parere, l’ondata
altisonante di titoli da prima pagina che, invece di informare le persone su
cosa sta accadendo nel paese, hanno sollevato un panico ed un allarme senza precedenti
ed alimentato voci contrastanti, senza divulgare con pacatezza il rischio reale
ma solo cercando un probabile “scoop”. Purtroppo, anche le voci di svariati “esperti”
nel settore sono state contraddittorie e, benché possa capire l’inevitabile
inesattezza con cui ci si deve confrontare data la presenza di un patogeno del
tutto “nuovo”, non si è stati capaci di far fronte unico dal punto di vista
dell’informazione, in alcuni casi previlegiando l’ego personale che, in questa
situazione, dovrebbe tacere.
Abbiamo ottimi scienziati, preparati ed efficienti,
sottopagati ma con un senso etico incredibile, ma non abbiamo ciò che può
supportarli: una politica che risponda con sufficiente zelo agli avvertimenti ed
un’organizzazione sociale che permetta chiarezza ad un popolo sempre più rimbecillito.
Le direttive da rispettare per la prevenzione sono
semplici e sono quelle emesse dal Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228#6):
·
Mantieniti informato sulla diffusione
dell’epidemia, disponibile sul sito dell'OMS e sul sito del ministero e
adotta le seguenti misure di protezione personale:
- lavati spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare il virus dalle tue mani
- mantieni una certa distanza – almeno due metri– dalle altre persone quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata
- evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie
Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e
sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da
malattia respiratoria Covid-19:
- rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale.
- utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario.
Ricorda che per tutte le persone che rientrano dai
viaggi dalle zone a rischio negli ultimi 14 giorni c'è obbligo di isolamento
domiciliare fiduciario e di comunicazione al Dipartimento di prevenzione della
propria ASL.

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