“A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle
sì come rota ch'igualmente è mossa
l'amor che move il sole e l'altre stelle”
(Dante Alighieri, “Divina
Commedia – Paradiso”, canto XXXIII)
Esiste un momento in cui non c’è più necessità della ratio ed
ogni parola risulta inutile, ove il “non detto” assume un valore assoluto. In questo "tempo non-tempo" la Conoscenza è Amore, cioè la partecipazione umana al movimento del sacro che tutto lascia
fluire poiché il tutto partecipa al movimento dell’Assoluto, dove i mondi (interiore ed esteriore) coincidono: la Realtà dell'esistere. Non c’è più un percorso da fare, una ragione da esercitare od
una via battuta da seguire, ma solo la Via, quella con la “V” maiuscola che
nasce nell’intimo e non c’è parola alcuna che, anche solo per approssimazione, si
avvicina alla Verità. In quel luogo magico tutto è pienezza di luce, è Bellezza
e Forza. Non esiste sforzo da compiere dato che Amore e Conoscenza coincidono
perfettamente. Amare è conoscere, conoscere è amare.
Questa (forse) banale interpretazione del verso dantesco in
incipit è la realizzazione della forza della Fantasia, troppo spesso confusa
con un inutile sfogo del pensiero infantile che l’adulto non può permettersi, in
una società tesa sempre più verso il materialismo e verso il consumismo sfrenato
dove ognuno di noi diventa prodotto e consumatore al medesimo tempo.
In realtà il “gioco fantastico” del bambino è potenza
creatrice e rigeneratrice che l’adulto spesso dimentica, od è spinto a
dimenticare, irrigidendo la propria anima negli stereotipi sociali imposti e
annullando la spinta verso il proprio Sé che si nutre proprio di
quella forza per realizzare il suo intimo percorso che non è fatto di sentieri,
ma di sogni.
Il desiderio e la volontà che “rota”, che muove il cielo e
le stelle in armonia con l’universo per esistere in assoluta unione con
l’Essere e col Mistero, sono gli impulsi della Fantasia che costruisce un uomo
nuovo, giorno dopo giorno.
Nella purezza dell’Essere del bambino, non vi è timore del cambiamento,
di rinnovarsi costantemente nei propri mondi fantastici e la soluzione ai
problemi arrivano grazie alla Bellezza della Fantasia che diventa riflesso
della Verità pura, senza filtri, che si può solo percepire e non descrivere.
È una sorta di tempio senza pareti e tetto, senza tempo né confini,
un luogo che profuma d’eterno nell’infinito spazio di qualcosa che da tempo non
ascoltiamo più e che, nonostante le grida che ogni istante lancia all’interno di
noi, soffochiamo con gli orpelli di un’inutile tensione alla materia che
inibisce la potenza creatrice.
Nell’opera di Walt Disney del 1941 dal titolo “Fantasia”, la
magia appare sotto forma di “apprendista stregone” che, come l’opera classica del
poema sinfonico scritto nel 1897 dal compositore francese Paul Dukas, che si
era a sua volta basato su una ballata scritta 100 anni prima da Wolfgang Goethe,
riflette una rapsodia di elementi che si combinano in una sorta di danza
generatrice e che indicano come la volontà di esistere si fonda indelebilmente
con una leggerezza del sentimento e la forza delle emozioni, tanto vituperate
in un mondo che corre verso il declino e l’oblio.
Ecco, in questa opera di animazione, vi è un valore
esoterico che non risponde solo alla figura tanto amata di Topolino, ma all’indicazione
di qualcosa che passando dalla forma della semplicità, giunge alla profondità
dello spirito, nella Magia dei sensi e nella Forza dell’invisibile.
In questo inizio di anno, vi auguro (e mi auguro) di
recuperare tutta la potenza della Fantasia, di recuperare quella Bellezza
infinita che non risponde certo ai canoni estetici di un mondo siliconato, ma
che riflette una luce di Verità che anima la vita e spinge sentimenti ed
emozioni al cuore di noi stessi; vi auguro di conseguire di nuovo quella Forza
che spinge l’anima verso i confini sterminati di un mondo sacro che da sempre
risiede in noi e che dovrebbe guidare il nostro destino nella direzione che il
nostro daimon indica perché l’uomo si
realizzi.
Vi auguro che la Fantasia torni a guidare la vostra
esistenza, che i sogni siano la spinta ad evolvervi e la giusta realizzazione
della vostra vita.
Vi auguro quell’Amore sterminato che illumina tutto l’universo
e che si percepisce solo ascoltando, senza affannare la vostra anima con suoni
inutili o con rumori sempre più atoni ed assordanti, domini ancora la vostra vita, abbandonando la languida
voce di stupide parole o di uomini da poco.

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