Stamani, uscendo dall’edicola con il giornale sottobraccio
(sì, lo riconosco: sono uno degli ultimi dinosauri che ancora lo acquista),
incontro un amico che chiamerò Gianni.
Gianni di professione fa il muratore, non ha studiato oltre
le scuole medie perché, a suo dire, non interessava né a lui, né ai genitori e
si è messo a lavorare. Gianni è sempre stato per me una sorta di esempio: un
ragazzo intelligente che si è sempre dato da fare onestamente e, con ferrea volontà
e con ciò che oggi definiamo “resilienza”, si è costruito una vita serena e
ricca di soddisfazioni.
Gianni ha una splendida famiglia arricchita da due figli di
otto e dieci anni ed una moglie carina e sempre sorridente. Insomma, ho sempre
visto in lui un ragazzo fortunato la cui sorte è stata aiutata dal valore di
quest’uomo.
Nel mezzo della nostra chiaccherata, m’è venuto da
chiedergli, sorridendo, se sapeva la differenza tra Mendel e Mendeleev e lui,
ridendo, mi guarda e risponde: “Oh ma che cazzo mi stai chiedendo ? Che hai
bevuto di mattina ?”.
Dopo avergli spiegato la differenza (Mendel uno dei padri della
genetica e Mendeleev autore della classificazione degli elementi, ossia della
famosa “tavola periodica” utilizzata in chimica sin dalle scuole superiori se
non prima), gli dico del madornale errore commesso dal ministero dell’istruzione
in occasione della "Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica"
dove, sul sito web, si legge:
Come per le
precedenti edizioni, pur lasciando libertà di scelta per altre tematiche di
interesse scientifico, si suggeriscono alcuni temi focali per la
manifestazione:
- Tecnologia e rivoluzioni scientifiche nel tempo.
- La tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta: la sistematicità del reale.
- Leonardo da Vinci: invenzione, scienza, arte e creatività
- Il mare: cambiamenti climatici, sostenibilità e ricchezza di una fonte di vita
La risposta di Gianni
è molto chiara: “Ma che coglioni ci stanno lì ?” e poi, continuando, mi dice: “Mi
preoccupo per i miei bambini, ecco perché si esce da scuola e non si capisce
nulla… i professori sono dei coglioni così…?”.
Ora, che Gianni non
sappia la differenza tra i due è normale e certamente non è uno stupido dato
che ha compreso al volo il madornale errore compiuto ed ha fatto un’enorme
risata di scherno nei confronti dei “dotti” redattori-web del ministero.
Il problema grave è
che un fatto del genere tende a squalificare (la generalizzazione è un
problema oggi molto diffuso) non solo gli idioti che hanno scritto una
castroneria del genere, ma anche coloro che lavorano come insegnanti e che
devono educare i ragazzi per la costruzione di un futuro migliore.
Se adesso andate a
leggere le stesse righe, noterete che la giusta correzione è stata fatta, ma i social network
non perdonano e la stupidaggine è rimbalzata sugli schermi di tutta Italia.
Può essere che il
redattore, nello scrivere, si sia dimenticato “eev” dopo “Mendel” ma resta
grave il fatto che siamo di fronte al ministero dell’istruzione e nessuno ha corretto
prima di render pubblico oppure, se un’opera di revisione c’è stata, l’ignoranza
ha colpito ancora.
È una storia triste, soprattutto
dopo il proclamo del ministro dell’istruzione Bussetti per cui la settimana
della cultura scientifica e tecnologica (peraltro lodevole iniziativa) avrebbe “l'obiettivo di mobilitare tutte le
competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di
una solida e critica cultura tecnico-scientifica”.
Viene da chiedersi come sia possibile questa “capillare diffusione”
del sapere scientifico da parte di chi, veramente, non ha idea delle basi della
scienza stessa. La tavola di Mendeleev, a questi punti e per costoro, è
davvero “sconosciuta”.
L’idea del lancio della settimana di divulgazione è addirittura
diretta, come si legge nella nota del ministero: “Alle Università, Agli Enti Pubblici di Ricerca, Alle Istituzioni
Scolastiche, di ogni ordine e grado” rendendo ancor più colossale la
gaffe.
Temo che il tutto sia liquidato con una bella risata e
nessuno si vergognerà per l’accaduto, nessuno scriverà una sorta di “errata
corrige” spiegando il perché dell’errore e si continuerà comunque pomposamente
per la strada intrapresa, facendo finta di niente.
Dal MIUR questo, ahimé, non è tollerabile.
Castronerie simili sono sopportabili se commesse da Gianni o
da chi per lui (che comunque comprendono l’inghippo), ma dall’istituzione
pubblica che rappresenta il massimo esponente dell’istruzione del paese, questo
errore non è accettabile.
Tempo addietro uscì un film dal titolo “Idiocracy”, una
pellicola che rappresenta un mondo dove la mediocrità è il valore condiviso che
porta (nemmeno troppo lentamente) all’autodistruzione, il destino inevitabile è
quindi un pianeta popolato da imbecilli che credono a tutte le fandonie e talmente
stupidi da non riuscire nemmeno a capire che per ottenere raccolti bisogna
irrorare con acqua e non con integratori salini. Nel film tutto inizia con un
esperimento di ibernazione di un uomo scelto tra i “mediocri” e di una
prostituta che si ritrovano poi in un futuro instupidito, chissà se l’autore,
continuando in un seguito, farà risorgere Mendel con la sua tavola periodica.

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