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martedì 22 gennaio 2019

Idiocracy


Stamani, uscendo dall’edicola con il giornale sottobraccio (sì, lo riconosco: sono uno degli ultimi dinosauri che ancora lo acquista), incontro un amico che chiamerò Gianni.
Gianni di professione fa il muratore, non ha studiato oltre le scuole medie perché, a suo dire, non interessava né a lui, né ai genitori e si è messo a lavorare. Gianni è sempre stato per me una sorta di esempio: un ragazzo intelligente che si è sempre dato da fare onestamente e, con ferrea volontà e con ciò che oggi definiamo “resilienza”, si è costruito una vita serena e ricca di soddisfazioni.
Gianni ha una splendida famiglia arricchita da due figli di otto e dieci anni ed una moglie carina e sempre sorridente. Insomma, ho sempre visto in lui un ragazzo fortunato la cui sorte è stata aiutata dal valore di quest’uomo.
Nel mezzo della nostra chiaccherata, m’è venuto da chiedergli, sorridendo, se sapeva la differenza tra Mendel e Mendeleev e lui, ridendo, mi guarda e risponde: “Oh ma che cazzo mi stai chiedendo ? Che hai bevuto di mattina ?”.
Dopo avergli spiegato la differenza (Mendel uno dei padri della genetica e Mendeleev autore della classificazione degli elementi, ossia della famosa “tavola periodica” utilizzata in chimica sin dalle scuole superiori se non prima), gli dico del madornale errore commesso dal ministero dell’istruzione in occasione della "Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica" dove, sul sito web, si legge:

Come per le precedenti edizioni, pur lasciando libertà di scelta per altre tematiche di interesse scientifico, si suggeriscono alcuni temi focali per la manifestazione:
  1. Tecnologia e rivoluzioni scientifiche nel tempo.
  2. La tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta: la sistematicità del reale.
  3. Leonardo da Vinci: invenzione, scienza, arte e creatività
  4. Il mare: cambiamenti climatici, sostenibilità e ricchezza di una fonte di vita
La risposta di Gianni è molto chiara: “Ma che coglioni ci stanno lì ?” e poi, continuando, mi dice: “Mi preoccupo per i miei bambini, ecco perché si esce da scuola e non si capisce nulla… i professori sono dei coglioni così…?”.
Ora, che Gianni non sappia la differenza tra i due è normale e certamente non è uno stupido dato che ha compreso al volo il madornale errore compiuto ed ha fatto un’enorme risata di scherno nei confronti dei “dotti” redattori-web del ministero.
Il problema grave è che un fatto del genere tende a squalificare (la generalizzazione è un problema oggi molto diffuso) non solo gli idioti che hanno scritto una castroneria del genere, ma anche coloro che lavorano come insegnanti e che devono educare i ragazzi per la costruzione di un futuro migliore.
Se adesso andate a leggere le stesse righe, noterete che la giusta correzione è stata fatta, ma i social network non perdonano e la stupidaggine è rimbalzata sugli schermi di tutta Italia.
Può essere che il redattore, nello scrivere, si sia dimenticato “eev” dopo “Mendel” ma resta grave il fatto che siamo di fronte al ministero dell’istruzione e nessuno ha corretto prima di render pubblico oppure, se un’opera di revisione c’è stata, l’ignoranza ha colpito ancora.
È una storia triste, soprattutto dopo il proclamo del ministro dell’istruzione Bussetti per cui la settimana della cultura scientifica e tecnologica (peraltro lodevole iniziativa) avrebbe l'obiettivo di mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica”.
Viene da chiedersi come sia possibile questa “capillare diffusione” del sapere scientifico da parte di chi, veramente, non ha idea delle basi della scienza stessa. La tavola di Mendeleev, a questi punti e per costoro, è davvero “sconosciuta”.
L’idea del lancio della settimana di divulgazione è addirittura diretta, come si legge nella nota del ministero: “Alle Università, Agli Enti Pubblici di Ricerca, Alle Istituzioni Scolastiche, di ogni ordine e grado” rendendo ancor più colossale la gaffe.
Temo che il tutto sia liquidato con una bella risata e nessuno si vergognerà per l’accaduto, nessuno scriverà una sorta di “errata corrige” spiegando il perché dell’errore e si continuerà comunque pomposamente per la strada intrapresa, facendo finta di niente.
Dal MIUR questo, ahimé, non è tollerabile.
Castronerie simili sono sopportabili se commesse da Gianni o da chi per lui (che comunque comprendono l’inghippo), ma dall’istituzione pubblica che rappresenta il massimo esponente dell’istruzione del paese, questo errore non è accettabile.
Tempo addietro uscì un film dal titolo “Idiocracy”, una pellicola che rappresenta un mondo dove la mediocrità è il valore condiviso che porta (nemmeno troppo lentamente) all’autodistruzione, il destino inevitabile è quindi un pianeta popolato da imbecilli che credono a tutte le fandonie e talmente stupidi da non riuscire nemmeno a capire che per ottenere raccolti bisogna irrorare con acqua e non con integratori salini. Nel film tutto inizia con un esperimento di ibernazione di un uomo scelto tra i “mediocri” e di una prostituta che si ritrovano poi in un futuro instupidito, chissà se l’autore, continuando in un seguito, farà risorgere Mendel con la sua tavola periodica. 


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