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venerdì 18 gennaio 2019

Distopia


Distopìa: s. f. [comp. di dis-2 e (u)topia]. – Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa)
[http://www.treccani.it/vocabolario/distopia2/]


Tra Maiali, Cani e Pecore.

Maiali

Gli animali, si sa, lavorano troppo e più del necessario e il risultato del loro lavoro è continuamente sfruttato dall’uomo che, impunemente, addirittura ne mangia le carni. Per questo il più sfruttato degli animali, il maiale, esorta tutti alla ribellione. Può essere che proprio i maiali possano instaurare una sorta di rivoluzione e riuscire in un nuovo regime che sembra più vantaggioso per tutti gli animali. Ma i maiali sono maiali, per cui non hanno una pronta capacità gestionale e ben presto “qualche animale è più uguale degli altri” (uno vale uno era il motto iniziale, poi…); il comportamento assimilabile agli umani viene presto adottato ed il maiale si rivela prepotente ed arrogante nella sua imbecillità (iniziano pure a camminare su due gambe).
Il maiale ama ruzzolare nel pattume e godere del proprio grasso, per cui occorre mangiare il più possibile togliendo il dovuto agli altri animali. Le cene dei maiali divengono leggendarie, le proposte per regolare la comunità divengono solo annunci per calmare la massa degli animali che hanno creduto ai proclami pre-rivoluzione e si narra addirittura di povere galline sacrificate a pro di luculliani pasti.

Cani

Ai maiali occorre forza per far valere le proprie pretese. Sono stati così assunti i cani, ossia animali pronti a difendere il proprio padrone sino all’estremo, che non pensano a cosa stanno facendo, ma solo a controbattere le giuste pretese degli altri animali (alla fine “animali come loro”) con coercizione violenta. I cani sono utili ai maiali perché assicurano un sicuro pasto senza le pretese affamate degli altri. I cani sono talmente stupidi che sono convinti di esser ben valutati dai maiali che, invece, li considerano solo il loro “braccio armato”, si accontentano della scodella ai lati del tavolo e alimentano la loro protervia mordendo i poveri concittadini. I cani si compiacciono del collare che indossano e della fazione a cui appartengono.

Pecore

Le pecore possono esser addestrate grazie ad una capillare opera di convincimento in modo tale che, ogni giorno, dicano la stessa cosa: “quattro gambe buono, due gambe meglio” anche se nelle regole gli umani (che camminano su due gambe) sono considerati nemici: non devono sbagliarsi mai (pena lo sbranamento dei cani) perché anche i maiali hanno iniziato ad adottare la bipedia. Quando gli altri animali (con un minimo di capacità di riflessione) provano a opporsi al cambiamento, le pecore, abilmente addestrate, recitano il mantra cercando di riportare ordine e mantenere il disequilibrio del potere. Per i maiali le pecore sono senz’altro più utili dei cani, basta non farlo sapere a questi ultimi. 




Alla fine dei tempi i maiali ceneranno assieme agli uomini contro cui avevano avviato la ribellione per giusta causa, annulleranno i buoni principi che restano esclusivamente “sulla carta”; gli eventi prenderanno presto una direzione prestabilita verso la conquista del “potere” e di nuovi “privilegi” da parte dei maiali stessi che incideranno una targa dorata sulla quale starà scritto un precetto della loro presunta uguaglianza: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.



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