Due notizie a ruota rimbalzano sui social network:
1. 1. Il nuovo arcivescovo festeggia in piedi su una
Porsche trainata da 50 bambini: è polemica per l’ambigua processione.
2.
2. Salvini a Napoli: scontri manifestanti-polizia,
manganellato studente 16enne.
(https://napoli.fanpage.it/matteo-salvini-a-napoli-scontri-manifestanti-polizia-in-galleria-umberto/)
Difficile qui esser oggettivi.
Certo, trainare il nuovo
vescovo su di una Porsche grazie a cinquanta bambini che fungono da animali da
traino sarà un’usanza del paese, così come “folklore” popolare sarà pure lo “smanganellamento”,
da parte delle forze dell’ordine, di un sedicenne che si trovava a manifestare.
I tempi sono difficili e sicuramente vi saranno coloro che
si ergeranno a difesa del povero vescovo che, inconsapevole della infausta
metafora che scatena la sua parata, si trova al centro di accese critiche,
visti i numerosi casi di pedofilia che hanno investito i prelati (più o meno “decorati”).
Tra i difensori strenui della “linea dura”, poi, alzeranno
la voce anche coloro che difenderanno l’agente (o gli agenti) smanganellatore perché
i manifestanti dei centri sociali sono dei delinquenti, dei facinorosi, dei “comunisti
retrogradi” e perché l’ordine pubblico e la noma di sicurezza viene prima di
tutto. Il sedicenne era un incauto e imbelle “comunistello” in erba che, alla
fine, se l’è cercata.
In tutto questo, permettetemi, vi è una forte anomalia.
Un’istituzione religiosa che è sempre più al centro di
accuse atroci (perché la pedofilia è un obbrobrio), dovrebbe apprendere dai
propri errori ed evitare queste cadute di stile che manifestano un senso di
inadeguatezza etica ad una società civile. Non importa se questo è avvenuto a
Malta, in Congo od in Austria: l’esponente religioso trainato sulla Porsche è
titolare di una vestizione universale.
Forse gli organizzatori della processione automunita hanno pensato
che, alla fine, il fatto non interessi a nessuno, che il popolino incolto non
faccia caso a queste manifestazioni imbecilli che degradano lo spirito
di ogni credente (e non) e che rendono ridicoli gli sforzi di coloro
che combattono reati contro i bambini.
Insomma, caro vescovo, sei un idiota ! Tu e tutti coloro che
permettono cretinerie del genere.
Parimenti si crede che il popolo alla fine appoggi l’operato
che ha spaccato la testa al minorenne perché, alla fine, siamo tutti un po’ pavidi
ed ipocriti: dalla parte del più forte non ci si danneggia mai. Mi chiedo cosa
sarebbe successo se, nel momento dello sgombero della sede di Casa Pound a Roma
(stabile del demanio occupato abusivamente), dopo l’accesa frase “se entrate sarà
un bagno di sangue”, si fossero presentati agenti antisommossa pronti a far
togliere le tende in modo coercitivo. Forse la “logica del manganello” si
sarebbe scontrata con un suo pari ?
Frasi eclatanti dette prima dell’intervento delle autorità
hanno suscitato timore nelle forze dell’ordine (in realtà i casi sono due: o
timore o connivenza) che hanno “rimandato” il blitz.
Ipocrisie e vigliaccherie.
Al sentire notizie del genere, viene da pensare a tempi
andati (e mal conclusi) dove religiosità e manganello facevano da perni sociali
grazie ai quali una massa si muoveva, lavorava e sosteneva il leader di turno
perché capace di parlare “alla pancia” dei tanti, ossia di tutti coloro che
ignorantemente credevano ad una favola ben narrata.
Quando si cade in questi “buchi neri” dell’Etica Umana che
impediscono una costruzione sociale adeguata ai tempi ed all’uomo stesso,
significa che il meccanismo educativo e formativo si è inceppato, che il futuro
davvero si fa incerto e pericoloso e che la società ha virato nel degrado e
nell’intolleranza, figlia dell’ignoranza e della stupidità.
Se è vero ciò che il grande psicologo Carl Gustav Jung
disse, ossia che: “la società è
organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all’imitazione”,
allora possiamo certamente affermare che stiamo percorrendo il limite di un
baratro spaventoso.

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