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venerdì 16 novembre 2018

Tra religione e manganello


Due notizie a ruota rimbalzano sui social network:

1.      1. Il nuovo arcivescovo festeggia in piedi su una Porsche trainata da 50 bambini: è polemica per l’ambigua processione.

2.      2. Salvini a Napoli: scontri manifestanti-polizia, manganellato studente 16enne.

Difficile qui esser oggettivi. 
Certo, trainare il nuovo vescovo su di una Porsche grazie a cinquanta bambini che fungono da animali da traino sarà un’usanza del paese, così come “folklore” popolare sarà pure lo “smanganellamento”, da parte delle forze dell’ordine, di un sedicenne che si trovava a manifestare.
I tempi sono difficili e sicuramente vi saranno coloro che si ergeranno a difesa del povero vescovo che, inconsapevole della infausta metafora che scatena la sua parata, si trova al centro di accese critiche, visti i numerosi casi di pedofilia che hanno investito i prelati (più o meno “decorati”).
Tra i difensori strenui della “linea dura”, poi, alzeranno la voce anche coloro che difenderanno l’agente (o gli agenti) smanganellatore perché i manifestanti dei centri sociali sono dei delinquenti, dei facinorosi, dei “comunisti retrogradi” e perché l’ordine pubblico e la noma di sicurezza viene prima di tutto. Il sedicenne era un incauto e imbelle “comunistello” in erba che, alla fine, se l’è cercata.
In tutto questo, permettetemi, vi è una forte anomalia.
Un’istituzione religiosa che è sempre più al centro di accuse atroci (perché la pedofilia è un obbrobrio), dovrebbe apprendere dai propri errori ed evitare queste cadute di stile che manifestano un senso di inadeguatezza etica ad una società civile. Non importa se questo è avvenuto a Malta, in Congo od in Austria: l’esponente religioso trainato sulla Porsche è titolare di una vestizione universale.
Forse gli organizzatori della processione automunita hanno pensato che, alla fine, il fatto non interessi a nessuno, che il popolino incolto non faccia caso a queste manifestazioni imbecilli che degradano lo spirito di ogni credente (e non) e che rendono ridicoli gli sforzi di coloro che combattono reati contro i bambini.
Insomma, caro vescovo, sei un idiota ! Tu e tutti coloro che permettono cretinerie del genere.
Parimenti si crede che il popolo alla fine appoggi l’operato che ha spaccato la testa al minorenne perché, alla fine, siamo tutti un po’ pavidi ed ipocriti: dalla parte del più forte non ci si danneggia mai. Mi chiedo cosa sarebbe successo se, nel momento dello sgombero della sede di Casa Pound a Roma (stabile del demanio occupato abusivamente), dopo l’accesa frase “se entrate sarà un bagno di sangue”, si fossero presentati agenti antisommossa pronti a far togliere le tende in modo coercitivo. Forse la “logica del manganello” si sarebbe scontrata con un suo pari ?
Frasi eclatanti dette prima dell’intervento delle autorità hanno suscitato timore nelle forze dell’ordine (in realtà i casi sono due: o timore o connivenza) che hanno “rimandato” il blitz.
Ipocrisie e vigliaccherie.
Al sentire notizie del genere, viene da pensare a tempi andati (e mal conclusi) dove religiosità e manganello facevano da perni sociali grazie ai quali una massa si muoveva, lavorava e sosteneva il leader di turno perché capace di parlare “alla pancia” dei tanti, ossia di tutti coloro che ignorantemente credevano ad una favola ben narrata.
Quando si cade in questi “buchi neri” dell’Etica Umana che impediscono una costruzione sociale adeguata ai tempi ed all’uomo stesso, significa che il meccanismo educativo e formativo si è inceppato, che il futuro davvero si fa incerto e pericoloso e che la società ha virato nel degrado e nell’intolleranza, figlia dell’ignoranza e della stupidità.
Se è vero ciò che il grande psicologo Carl Gustav Jung disse, ossia che: “la società è organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all’imitazione”, allora possiamo certamente affermare che stiamo percorrendo il limite di un baratro spaventoso. 




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