Da tempo immemore nell’uomo esiste la spinta al mistero che
si cela oltre la materia e, tra pulsioni esoteriche e studi volti alla
comprensione di sfere spirituali, l’animo umano vola in dimensioni spesso sconosciute
ed ignote che, a tratti, rivelano condizioni inaspettate e lasciano intuire l’esistenza
di qualcosa che si spinge oltre l’umano comprendere.
Il “mistero dei misteri”, come scritto nell’antica opera
cinese Daodejing, diviene porta verso un Assoluto che risulta quasi un “a-priori”
inscindibile della nostra mente.
Queste ricerche sono bellissime ed affascinanti e si
ammantano dell’aura antiche tradizioni che hanno condotto l’uomo verso lidi
sconosciuti e verso una continua ricerca di quel “quid” che lo identifica come
essere spirituale e non solo materiale ed animico.
Il problema sorge quando, come si suol dire, si confonde “la
lana con la seta” (in gergo toscano sarebbe “il culo con le quarant’ore”),
ossia quando si scrivono fesserie enormi cercando di farle passare come “rivelazioni”
che uniscono i due mondi (spirituale e materiale) demolendo confini che,
invece, sono da mantenere proprio per comprendere laddove inizia una dimensione
e ne termina un’altra.
Su internet (spesso tra i vari social media) gira un
articolo dove si annuncia la possibilità di parlare (letteralmente) con le
proprie cellule, stimolandone un’eventuale guarigione. Lo scritto in questione,
nonostante le fandonie riportate, è molto carino e si trovano scritte fantasie
molto romantiche: “ogni cellula del nostro corpo ha una sua consapevolezza e
un’anima propria” od anche “il nostro corpo può sentirci, per questa
ragione noi possiamo collaborare con lui per ristabilire una condizione di
salute equilibrata” e tanto altro, sino a giungere al prezioso consiglio di
scegliere una cellula qualsiasi (cerebrale o di altro tessuto) e dirle “ti
amo”.
Lo confesso e chiedo perdono: ho riso per circa dieci minuti.
Bellissimo è pure il tentativo di giustificare il tutto attraverso
fantomatici studi scientifici (inesistenti) con link verso articoli dello
stesso sito che nemmeno riportano autori o riviste dove tali scoperte sarebbero
state pubblicate (ad esempio, lo studio per cui parole e frequenza influenzano
il DNA ad opera di misteriosi scienziati russi… ormai si sa: quando c’è
qualcosa di “paranormale” i russi entrano sempre in gioco) e affascinante è la
quantità di affermazioni scientifiche tratte da un libro di biologia delle
scuole superiori unite a divagazioni pseudo-esoteriche che, alla fine,
riportano tutto a tecniche non precisate di una sorta di meditazione.
Insomma, perdonatemi di nuovo, ma credere a queste
stupidaggini è veramente da babbei.
Lo scrivere queste notizie “new age” è molto pericoloso: si
illude ad un processo di autoguarigione che così illustrato non esiste affatto
e si getta discredito su antiche tradizioni che mai si sono sognate di “sparare”
fandonie del genere.
In un altro articolo del medesimo sito si narra di un “comportamento
vibrazionale del DNA” scoperto negli stessi studi cui sopra (questi scienziati
russi…..) che hanno dimostrato che: “la sostanza vivente del DNA (nel
tessuto vivo, non quella in vitro) reagisce sempre ai raggi laser modulati dal
linguaggio così come alle onde radio, se viene utilizzata la frequenza
appropriata. […] È del tutto normale e naturale per il nostro DNA reagire al
linguaggio”.
Oltre all’improbabile ritorno al vitalismo ottocentesco (la
sostanza vivente del DNA), sarebbe curioso il sapere come hanno sperimentato
tutto questo nei “tessuti vivi” con “raggi laser modulati dal linguaggio” che
appare quasi un’opera degna di una regia di Lucas per un ulteriore prequel di “Star
Wars”.
Come detto prima, tutto questo è molto pericoloso e mi
auguro che in molti sorridano nel leggere queste sciocchezze e non
credano a queste scemenze. È pericoloso perché, ahimé, chi è in una sorta di
girone infernale imposto da una grave malattia (il cancro, ad esempio) tende a
provare, leggere e mettere in atto qualsiasi forma alternativa di cura. Sia ben
chiaro: se viene eseguita una terapia scientifica ed efficiente e,
parallelamente, si decide di dir “ti amo” alle proprie cellule, va bene così…
ma se quella dichiarazione di amore tende a sostituire od a gettar discredito
su terapie che possono veramente salvare la vita, allora il problema sorge ed è
molto rilevante.
Il passaggio finale dell’articolo sul “DNA vibrazionale” ha
poi uno slancio di fantasia che, a mio modesto parere, ritengo ineguagliabile: “Tornando
al DNA, si è anche scoperto che esso sia un superconduttore organico che lavora
alla temperatura normale del corpo. Un superconduttore artificiale richiede
temperature estremamente basse per funzionare. È stato scoperto di recente che
tutti i superconduttori possono immagazzinare luce e quindi le informazioni.
Questo rappresenta una spiegazione ulteriore di come il DNA possa memorizzare
le informazioni, nonché un ulteriore passo da gigante verso la comprensione della
nostra realtà e di come siamo costituiti”; al di là della temperatura
costante (omeostasi termica) in cui il nostro organismo funziona
(superconduttore alle basse temperature… addio !), l’idea che il DNA possa
funzionare come un “cromoforo” (ossia un atomo o un “gruppo funzionale” di una
molecola capace di assorbire energia dallo spettro del visibile) è a dir poco
folle e che poi, grazie a tale attività, lo stesso DNA immagazzini informazioni…
beh… direi che è il caso di lasciar perdere.
Più che un passo da gigante verso la comprensione della nostra
realtà, è un buon mezzo per prendere in giro le persone, diffondere baggianate
pericolose e spingere “creduloni” verso direzioni inutili.
Da costoro occorre inevitabilmente prendere le dovute “distanze”…
