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martedì 5 novembre 2019

Dire "ti amo" ad una cellula


Da tempo immemore nell’uomo esiste la spinta al mistero che si cela oltre la materia e, tra pulsioni esoteriche e studi volti alla comprensione di sfere spirituali, l’animo umano vola in dimensioni spesso sconosciute ed ignote che, a tratti, rivelano condizioni inaspettate e lasciano intuire l’esistenza di qualcosa che si spinge oltre l’umano comprendere.
Il “mistero dei misteri”, come scritto nell’antica opera cinese Daodejing, diviene porta verso un Assoluto che risulta quasi un “a-priori” inscindibile della nostra mente.
Queste ricerche sono bellissime ed affascinanti e si ammantano dell’aura antiche tradizioni che hanno condotto l’uomo verso lidi sconosciuti e verso una continua ricerca di quel “quid” che lo identifica come essere spirituale e non solo materiale ed animico.
Il problema sorge quando, come si suol dire, si confonde “la lana con la seta” (in gergo toscano sarebbe “il culo con le quarant’ore”), ossia quando si scrivono fesserie enormi cercando di farle passare come “rivelazioni” che uniscono i due mondi (spirituale e materiale) demolendo confini che, invece, sono da mantenere proprio per comprendere laddove inizia una dimensione e ne termina un’altra.
Su internet (spesso tra i vari social media) gira un articolo dove si annuncia la possibilità di parlare (letteralmente) con le proprie cellule, stimolandone un’eventuale guarigione. Lo scritto in questione, nonostante le fandonie riportate, è molto carino e si trovano scritte fantasie molto romantiche: “ogni cellula del nostro corpo ha una sua consapevolezza e un’anima propria” od anche “il nostro corpo può sentirci, per questa ragione noi possiamo collaborare con lui per ristabilire una condizione di salute equilibrata” e tanto altro, sino a giungere al prezioso consiglio di scegliere una cellula qualsiasi (cerebrale o di altro tessuto) e dirle “ti amo”.
Lo confesso e chiedo perdono: ho riso per circa dieci minuti.
Bellissimo è pure il tentativo di giustificare il tutto attraverso fantomatici studi scientifici (inesistenti) con link verso articoli dello stesso sito che nemmeno riportano autori o riviste dove tali scoperte sarebbero state pubblicate (ad esempio, lo studio per cui parole e frequenza influenzano il DNA ad opera di misteriosi scienziati russi… ormai si sa: quando c’è qualcosa di “paranormale” i russi entrano sempre in gioco) e affascinante è la quantità di affermazioni scientifiche tratte da un libro di biologia delle scuole superiori unite a divagazioni pseudo-esoteriche che, alla fine, riportano tutto a tecniche non precisate di una sorta di meditazione.
Insomma, perdonatemi di nuovo, ma credere a queste stupidaggini è veramente da babbei.
Lo scrivere queste notizie “new age” è molto pericoloso: si illude ad un processo di autoguarigione che così illustrato non esiste affatto e si getta discredito su antiche tradizioni che mai si sono sognate di “sparare” fandonie del genere.
In un altro articolo del medesimo sito si narra di un “comportamento vibrazionale del DNA” scoperto negli stessi studi cui sopra (questi scienziati russi…..) che hanno dimostrato che: “la sostanza vivente del DNA (nel tessuto vivo, non quella in vitro) reagisce sempre ai raggi laser modulati dal linguaggio così come alle onde radio, se viene utilizzata la frequenza appropriata. […] È del tutto normale e naturale per il nostro DNA reagire al linguaggio”.
Oltre all’improbabile ritorno al vitalismo ottocentesco (la sostanza vivente del DNA), sarebbe curioso il sapere come hanno sperimentato tutto questo nei “tessuti vivi” con “raggi laser modulati dal linguaggio” che appare quasi un’opera degna di una regia di Lucas per un ulteriore prequel di “Star Wars”.
Come detto prima, tutto questo è molto pericoloso e mi auguro che in molti sorridano nel leggere queste sciocchezze e non credano a queste scemenze. È pericoloso perché, ahimé, chi è in una sorta di girone infernale imposto da una grave malattia (il cancro, ad esempio) tende a provare, leggere e mettere in atto qualsiasi forma alternativa di cura. Sia ben chiaro: se viene eseguita una terapia scientifica ed efficiente e, parallelamente, si decide di dir “ti amo” alle proprie cellule, va bene così… ma se quella dichiarazione di amore tende a sostituire od a gettar discredito su terapie che possono veramente salvare la vita, allora il problema sorge ed è molto rilevante.
Il passaggio finale dell’articolo sul “DNA vibrazionale” ha poi uno slancio di fantasia che, a mio modesto parere, ritengo ineguagliabile: “Tornando al DNA, si è anche scoperto che esso sia un superconduttore organico che lavora alla temperatura normale del corpo. Un superconduttore artificiale richiede temperature estremamente basse per funzionare. È stato scoperto di recente che tutti i superconduttori possono immagazzinare luce e quindi le informazioni. Questo rappresenta una spiegazione ulteriore di come il DNA possa memorizzare le informazioni, nonché un ulteriore passo da gigante verso la comprensione della nostra realtà e di come siamo costituiti”; al di là della temperatura costante (omeostasi termica) in cui il nostro organismo funziona (superconduttore alle basse temperature… addio !), l’idea che il DNA possa funzionare come un “cromoforo” (ossia un atomo o un “gruppo funzionale” di una molecola capace di assorbire energia dallo spettro del visibile) è a dir poco folle e che poi, grazie a tale attività, lo stesso DNA immagazzini informazioni… beh… direi che è il caso di lasciar perdere.
Più che un passo da gigante verso la comprensione della nostra realtà, è un buon mezzo per prendere in giro le persone, diffondere baggianate pericolose e spingere “creduloni” verso direzioni inutili.
Da costoro occorre inevitabilmente prendere le dovute “distanze”…